Brutus di Orto Parisi è un profumo di nicchia. Ispirato al senatore romano Marco Giunio Bruto, noto per la sua scarsa eloquenza, abbiamo per questo particolarissimo profumo un’apertura agrumata inebriante e una “legnosità” profonda e densa, combinazione fatale per quanto attraente nella sua apparente concisione. Se non altro, la fragranza è schietta, poco elaborata, diretta, parla poco e certamente non racconta frottole. La combinazione di agrumi dolci e patchouli orientale, terroso e finemente speziato con effetto finale poudré, è risultata molto gradita al pubblico.
Stercus: nome provocatorio per un profumo non poi così pericoloso, anzi, si tratta di una gradevole composizione unisex con assoluta di tabacco protagonista “assoluta”, con tutte le sue brave sfaccettature dry, legnose, di miele e di fieno morbido e dolce. Gualtieri sembra avere saltato a piè pari le note di testa: non si avvertono agrumi o materie verdi e aspre d’esordio, e si atterra dritti al cuore/fondo, con qualche effetto di fieno proprio del tabacco ma presumibilmente accentuata dal liathrix, ad effetto di dolce erba secca quasi paglia, ed elementi scamosciati molto graziosi. Lo si indossa sia di giorno sia la sera. Possibile anche un filo di vaniglia, quella del baccello, ricca dolce e tanninica, appena sottolineata da un filo di castoreo cuoiato. E si rievocano immagini familiari di vecchi negozi in cui sigari cubani e humidor impregnano le pareti del caratteristico aroma, amabile e delizioso.